
Esercizi d’addio: poesie inedite 1952–1965
Piera Oppezzo
Latiano: Interno Poesia, 2021
«Ancora, sento il mio dolore durare in me come sogno».
*Versi di Piera Oppezzo (Torino, 1934 — Miazzina, 2009). Proveniente da una famiglia molto modesta, la poetessa piemontese ha svolto vari mestieri, tra cui la sarta, la commessa, la collaboratrice editoriale e la dattilografa nella sede Rai di Torino.
Nel 1966 ha pubblicato la sua prima raccolta di liriche, con la casa editrice Einaudi. Dal 1975 ha fatto parte del collettivo femminista ‘Pentole e Fornelli’, con cui ha rappresentato in tutta Italia uno spettacolo di canzoni e testi poetici.
La sua opera, disadorna e affascinante, si basa “sull’indifferenza espressiva, l’appiattimento della parola al suo elementare, irriducibile nucleo gnomico”, afferma il poeta Giovanni Raboni.
INVERNO
Erano sere di poca luna.
A troppe cose si doveva credere.
Cadevano i fiori bianchi
-forse-
ad un petalo solo.
(Chi ha taciuto, per un’ansia,
ha udito il silenzio soffocare.)
Le parole non potevano altro
che morire. Inutile pregare gli assenti.
UNA MISURA DI LUCE
L’inatteso di un gesto
l’improvviso di uno sguardo
se incorniciati nella memoria
si illuminano di un alfabeto.
La mano riversa parole
l’occhio emana parole
sillabe gonfie, sillabe strette.
La loro presenza dice che
la memoria è una lampada
con una misura di luce.
Le sue opere
Poesia
- L’uomo qui presente (Einaudi, 1966)
- Sì a una reale interruzione (Geiger, 1976),
- Le strade di Melanctha (Nuovi Autori, 1987)
- Andare qui (Manni, 2003)
- Una lucida disperazione (Interlinea, 2016, postumo, a cura di Luciano Martinengo)
- Esercizi d’addio, poesie inedite 1952–1965 (Interno Poesia Editore, 2021, postumo, a cura di Luciano Martinengo)
Prosa
- Minuto per minuto (La Tartaruga, 1978)
- Racconta (La Tartaruga Milano 1989)
- A note legate (Corpo 10, 1991)
Su YouTube è rintracciabile un interessante stralcio del documentario prodotto nel 2019 da Luciano Martinengo, amico della poetessa, Il mondo in una stanza , che rintracciando chi l’ha conosciuta, ne delinea il ritratto:
Lo stesso Martinengo ne scrive sull’enciclopedia delle donne
Piera Oppezzo | enciclopedia delle donne
e, nel 2016 con Interlinea pubblica il libro Piera Oppezzo. Una lucida disperazione che raccoglie una selezione di circa 150 poesie scritte dall’autrice nell’arco di 50 anni, metà delle quali inedite e l’altra metà tratte da quattro diverse pubblicazioni.

LA GRANDE PAURA
La storia della mia persona
è la storia di una grande paura
di essere me stessa,
contrapposta alla paura di perdere me stessa,
contrapposta alla paura della paura.
Non poteva essere diversamente:
nell’apprensione si perde la memoria,
nella sottomissione tutto.
Non poteva
la mia infanzia,
saccheggiata dalla famiglia,
consentirmi una maturità stabile, concreta.
Né la mia vita isolata
consentirmi qualcosa di meno fragile
di questo dibattermi tra ansie e incertezze.
All’infanzia sono sopravvissuta,
all’età adulta sono sopravvissuta.
Quasi niente rispetto alla vita.
Sono sopravvissuta, però.
E adesso, tra le rovine del mio essere,
qualcosa, una ferma utopia, sta per fiorire.





