
TEMATICA: STORIE DI EMANCIPAZIONE
Silvia Montemurro
Edizioni E/O 2023
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Breve romanzo ambientato nella Milano del 1902, anno in cui a giugno ci fu il primo sciopero delle piscinine, termine con cui erano chiamate le bambine che già da piccolissime erano impiegate come lavoranti nei numerosi laboratori di sartoria, in cui altre donne, le maestre confezionavano abiti per le signore benestanti.
Le loro mansioni consistevano, oltre che nel tenere puliti i locali in cui si lavorava, soprattutto nel consegnare a domicilio gli abiti finiti, che dovevano essere trasportati a spalle in appositi contenitori rigidi detti “telegramma”, pesanti parecchi chili. Le piscinine quindi erano costrette a camminare avanti e indietro per tutta la città, dal laboratorio alle case delle clienti, per molte ore al giorno, con qualunque tempo. Erano pagate pochissimo, a volte niente, spesso il loro compenso consisteva solo in un misero pasto, ma questa condizione di pesante sfruttamento, accettata dalle loro stesse famiglie per evidenti necessità economiche, veniva non solo tollerata e ritenuta normale, ma anche giustificata con l’ipocrisia dell’insegnare loro un mestiere che sarebbe stato utile per la vita adulta.
Nora, la protagonista, unica figlia femmina, cresce in una famiglia operaia, con un padre autoritario e manesco, che muore giovane nel corso di una manifestazione repressa con le armi da Bava Beccaris, una madre debole, da cui non si sente amata, e due fratelli maschi, che o la ignorano, o la sbeffeggiano per la sua balbuzie.
Nora infatti è balbuziente, lo sarà anche da adulta, e questa caratteristica aumenta a dismisura il suo senso di inferiorità: si sente brutta, goffa, destinata a soccombere in ogni contesto. Anche il rapporto con due amiche d’infanzia va in crisi quando lei si innamora del giovane Achille, che in un primo momento sembra ricambiarla: si crea invece un ambiguo triangolo amoroso, in cui lei stessa e le sue amiche, Lisa e Angelica, restano invischiate, con conseguenze drammatiche.
Lo sciopero del giugno 1902 , che inizia in sordina con una marcia spontanea per le strade della città delle piscinine, giunte al limite della sopportazione per le durissime condizioni di lavoro, suscita sconcerto tra la popolazione, incredulità all’inizio nello stesso Sindacato, ma la determinazione a non mollare, l’intelligenza e le capacità organizzative di alcune di loro, tra cui Nora, trasformano la protesta iniziale in una occasione di lotta operaia femminile.
I pochi giorni di sciopero ottengono risultati concreti, se pur parziali, e che probabilmente non resisteranno a lungo negli anni successivi, ma sono un primo esempio importantissimo della forza che le donne possono esercitare in difesa dei propri diritti di lavoratrici.
Anche per Nora lo sciopero è un’occasione per mettersi alla prova, per scoprire in sé stessa una forza e una capacità di agire che non si è mai riconosciuta, e che cambia anche la considerazione che i fratelli hanno sempre avuto di lei.
Questo è forse l’elemento più significativo di tutto il romanzo, in cui una giovane donna che conduce una vita umile, spesso nell’ombra, segnata da una profonda insicurezza e disistima verso se stessa, trova una possibilità di sviluppo e di crescita personale attraverso la partecipazione ad un momento di condivisione e solidarietà con le compagne di lavoro e di lotta.





