DONNE IN GIALLO

Sabbia nera
Cristina Cassar Scalia
edizioni Einaudi 2019
La sabbia nera del titolo si riferisce alla coltre di sabbia lavica che dopo ogni eruzione dell’Etna si deposita sulle campagne e anche sulla città di Catania. “Sabbia nera” é il primo romanzo, ambientato come gli altri in Sicilia, in cui compare come protagonista la vicequestora Giovanna Guarrasi, detta Vanina.
Sono già presenti tutti i personaggi che ritorneranno nelle storie successive: il commissario Patané, ottantenne in pensione che collabora con la vicequestora, instaurando con lei anche un rapporto di confidenza ed amicizia, il Pubblico Ministero Tito Macchia, sullo sfondo Paolo Malfitano, anche lui Pubblico Ministero a Palermo, l’uomo di cui Vanina é ancora profondamente innamorata, anche se ha chiuso ormai da tre anni una profonda relazione sentimentale, per un motivo strettamente legato alla sua traumatica esperienza infantile: suo padre era un poliziotto che è stato vittima di un’ esecuzione mafiosa proprio sotto i suoi occhi, quando lei era ancora una ragazzina quattordicenne. Questo grandissimo lutto ha consolidato in lei una modalità di difesa preventiva dal dolore, che si manifesta nel non voler creare nessun legame affettivo profondo, per il timore di perdere di nuovo la persona amata.
Paolo Malfitano è un P.M. molto importante nella lotta alla mafia siciliana, e per questo esposto a rischi di morte violenta, e quindi Vanina decide di troncare questo rapporto per paura che a lui possa succedere qualcosa. Questa rottura la porta anche a lasciare Palermo, la sua città d’origine, che lei ama moltissimo e con cui si identifica profondamente, e a trasferirsi a Catania, dopo alcuni anni passati al Nord Italia.
Anche i romanzi successivi sono ambientati a Catania, dove Vanina ha il cuore della sua nuova vita, e dove ha creato alcune relazioni positive, con persone che ricorrono in tutte le storie successive: l’anatomo patologo con cui spesso si trova a collaborare, un giornalista inviato di guerra, Giuli, una sua amica giornalista di cronaca nera , Marta Bonazzoli, una giovane ispettrice trasferita da Brescia, che si sta lentamente adattando ai nuovi ritmi del lavoro e di vita siciliana.
Al centro c’è sempre una vicenda delittuosa che si svolge e conclude all’interno del singolo romanzo, spesso sono casi legati alla criminalità organizzata, settore in cui Vanina ha lavorato per molti anni a Palermo e a Milano, e che ha deciso di abbandonare con il suo trasferimento volontario alla Squadra Mobile di Catania.
Questo caso si presenta inizialmente come un episodio di criminalità comune, che non sembra avere una grande rilevanza: si tratta del ritrovamento di un cadavere risalente a sessant’anni prima, probabilmente molti dei protagonisti di quel fatto delittuoso potrebbero essere morti , addirittura a suo tempo era stato individuato un colpevole, anche lui mafioso, condannato solo su prove indiziarie e che, dopo molti anni di carcere, è appena uscito di prigione al termine della pena.
Vanina però rimescola le carte , si persuade che quest’ uomo é stato condannato ingiustamente e che i veri colpevoli vanno cercati altrove, cosa che lei fa con grande determinazione e competenza.
Il romanzo é scritto bene, con un ritmo avvincente, che tiene in sospeso fino alla fine, ma é piacevole da leggere anche per un’altra ragione, perché offre una descrizione molto vivida della Sicilia , dei suoi colori, sapori, costumi, usi e stili di vita, a partire dal cibo, dalla cucina, dalle feste, dal ritmo della giornata, dal modo di trascorrere il tempo insieme. Non è una visione stereotipata, olografica, di tipo turistico o macchiettistico, anzi, si colgono molto bene la durezza e le contraddizioni di questa realtà, le difficoltà di convivenza tra una parte di società rispettosa delle regole e delle Istituzioni, con un senso dello Stato molto forte e radicato, e la contiguità con un’ altra parte che dai livelli minimali dell’omertà, non dire, non esporsi, non compromettersi, fino ai livelli più alti dell’arricchirsi facendo affari, ha una commistione con la criminalità mafiosa che ancora oggi non é stata sradicata, nonostante il grande impegno e anche i successi delle forze dell’ordine, attraverso retate, sequestri, lotta al narcotraffico, nello sgominare gruppi di malaffare.
Vanina é una donna quarantenne, intelligente, autonoma, molto determinata nelle sue scelte, umanissima nel modo che ha di instaurare le sue relazioni sia lavorative che personali. Sul lavoro è molto rigorosa ed esigente, concede poco ai suoi collaboratori, da cui pretende molto, ma é molto apprezzata e per questo la sua squadra, in cui ciascuno dà il meglio di se, é molto affiatata e disposta a seguirla ovunque. Sul piano personale ha scelto una solitudine sentimentale difensiva dal dolore, solitudine attenuata da poche persone, l’anziana vicina di casa che la accudisce , l’amica Giuli, alcuni colleghi dell’ambiente lavorativo.
Una persona profonda, a tutto tondo, una personalità importante, che suscita empatia proprio a partire dalle sue fragilità.





