
La finestra del terzo piano
Paola Darò
Piemme, 2025
TEMATICA: DONNE IN GIALLO
Potrebbe essere definito un “giallo gentile” , nel senso che sia i personaggi che lo animano, sia gli ambienti e l’atmosfera dei luoghi non hanno nulla di quella cupezza e drammaticità che normalmente caratterizzano le storie gialle., anche se gli elementi classici di ogni giallo ci sono tutti.
Già nelle prime pagine compare un cadavere, il signor Benelli, un uomo anziano, solitario, che abita nell’appartamento al terzo piano, e che viene osservato, attraverso la finestra aperta, con benevola curiosità dalla protagonista del romanzo, Adele, che è anche la voce narrante dell’intera storia.
Da subito la sua morte appare non naturale, ne è convinta Adele, che pur senza avere una conoscenza diretta del morto, inizia ad indagare sulla vita di quest’uomo, che si scoprirà essere anche lui un pittore.
Adele è una giovane donna proprietaria di una piccola Galleria d’arte, tre stanze soltanto, al momento molto impegnata con l’ allestimento di una esposizione temporanea di due pittori contemporanei, siciliani.
Adele conduce una vita molto intensa, soprattutto per il lavoro che la appassiona, così gelosa della propria autonomia e indipendenza, che si rifiuta di trasformare in convivenza la sua pluriennale relazione con Edo, nonostante le proposte di lui. Ha una famiglia affettuosa intorno, genitori, sorella, nipotini, a cui è molto legata.
In questo contesto privo di elementi drammatici, si inserisce la vicenda del signor Benelli, l’uomo trovato morto nello stesso condominio.
L’evento che dà inizio alle indagini private di Adele è l’incontro con Nadia, la giovane nipote del morto, con cui stringe un rapporto di confidenza e complicità nel cercare di capire davvero che cosa può essere successo. Insieme le due donne, esplorando l’appartamento del nonno a cui ovviamente Nadia ha libero accesso, frugando nei cassetti e nei documenti, esaminando le decine di quadri presenti, opere dello stesso Benelli, riescono a riportare alla luce vicende passate del tutto ignorate dagli stessi familiari, avvenimenti poco encomiabili tenuti segreti per decenni. Sarà necessario, per avere un quadro preciso di quanto accaduto, persino un viaggio all’estero, a Londra, che Adele, Nadia e una loro amica faranno, seguendo gli indizi che man mano portano alla luce aspetti inimmaginabili sulla vita della vittima.
La vicenda ha però il suo cuore nel centro di Torino, ben rappresentato nelle sue caratteristiche non solo architettoniche, ma anche di stile di vita, tra botteghe come quella di Adele, vie strette e ampie piazze, case antiche con stretti balconi, cortili su cui si affacciano molte abitazioni.
E’ in questo ambiente che si muovono anche gli altri personaggi della storia: il defunto signor Benelli, il portiere Agostino, il barista Ettore, l’amico Edo.
La collaborazione delle tre donne, anche se tardiva, con la Polizia che indaga ufficialmente su questa morte sospetta, porterà ala fine alla risoluzione del caso, ma senza clamori, come senza eccessi e senza violenze si dipana tutta la storia.
Il romanzo è breve, la scrittura scorrevole e a tratti divertente, ironica, e anche se la storia si sviluppa con un ritmo lento la trama è ben congegnata, non mancano alcuni colpi di scena nelle fasi cruciali.
La conclusione è spiazzante, quasi con due finali, il che non toglie coerenza all’intera struttura della storia, le conferisce piuttosto una coloritura malinconica che si addice allo stile complessivo della vicenda .





