TEMATICA: IL DIRITTO DI ESISTERE

Prima che chiudiate gli occhi
Morena Pedriali Errani
Editore Giulio Perrone 2023
Non sono molti i romanzi in cui i protagonisti principali sono rom, o sinti, esistono sì saggi e libri con contenuti storici, ma nella maggior parte della narrativa occidentale essi costituiscono un elemento accessorio, folcloristico: li conosciamo come nomadi, o zingari, con i loro carrozzoni, furbi e disonesti, raramente sono presentati come figure positive.
Questo romanzo si discosta completamente dal genere: racconta una storia che ha fondamento nella realtà familiare dell’autrice, appartenente ad una famiglia di sinti italiani, e ci presenta con crudezza, senza sentimentalismi o falsa retorica, una vicenda di persecuzione ai danni di un famiglia di sinti, composta da una decina di persone tra adulti e bambini, che vive nel Nord Italia spostandosi di paese in paese, mettendo in scena spettacoli di abilità circense.
Durante gli anni del fascismo e poi della guerra però nessuno di loro può più lavorare, a causa delle disposizioni emanate nel 1940 dal Governo. Le persecuzioni dei sinti infatti, benché molto meno documentate di quelle contro gli ebrei, non furono meno violente e sistematiche, in tutta Europa e anche in Italia. Il loro piccolo gruppo è confinato a vivere in una zona di campagna, arida e priva di qualunque possibilità di sostentamento, circondato dal disprezzo o dall’indifferenza degli altri abitanti, alle prese anche loro con la miseria della guerra e la repressione dei fascisti.
Le loro vicissitudini sono raccontate in prima persona da Jezabel, ragazzina costretta ad assistere impotente alla progressiva distruzione della sua familja, colpita anche dalla grave malattia di suo padre, Nehat, che lei assiste fino a quando le è possibile, correndo anche molti rischi nei contatti con la gente del luogo per procurargli cure e medicine.
La fuga nei boschi di tutto il gruppo finisce tragicamente, a causa di una delazione, con la distruzione delle loro kampine, i carrozzoni in cui vivono, e la deportazione di tutti i presenti. Solo Jezabel sfugge alla cattura, grazie allo stratagemma con cui Libero, giovane fascista suo malgrado, invaghito di lei, riesce a salvarla. Jezabel si associa ad una piccola banda di partigiani, al cui fianco combatte con l’angoscia per il destino dei suoi familiari, la rabbia e il desiderio di vendetta che la consuma.
Non c’è un lieto fine, ma il romanzo nella sua crudezza è intriso di poesia, con parti molto belle in cui vengono narrate leggende della cultura rom, da cui emerge un approccio alla vita che fa riferimento a valori di non violenza, amore per la musica e il ballo, rispetto per gli aspetti naturali, alberi, fiori, stelle, animali, lontanissimo dagli stereotipi che circondano questo popolo. E’ un libro intriso di malinconia, in cui si avverte sempre, anche nei momenti di allegria e di festa, la sottile presenza della morte.
Libro consigliabile per capire di più di una realtà misconosciuta e spesso colpevolmente ignorata.





