TEMATICA: VIOLENZA DI GENERE

Dove non mi hai portata. mia madre, un caso di cronaca di Maria Grazia Calandrone
Einaudi 2022
In questo libro l’autrice racconta il percorso che ha compiuto, da donna adulta, per ricostruire la storia di sua madre: lei sa di essere stata adottata quando era molto piccola in seguito all’abbandono da parte della madre, è cresciuta in una famiglia adottiva con cui ha costruito legami positivi di affetto, quindi nella sua ricerca non ci sono rabbia o rancore, c’é piuttosto il bisogno di comprendere le ragioni che hanno portato la sua madre biologica alla scelta dell’abbandono.
Per conoscere la sua storia l’autrice intraprende un lungo e paziente lavoro di ricerca documentale: ritorna nei luoghi in cui questa donna è nata ed ha vissuto, e attraverso numerosi incontri con le persone che l’hanno conosciuta cerca di ricomporre la trama della sua esistenza.
Quello che ne emerge è il quadro di una vita segnata dalla miseria non solo materiale ma soprattutto culturale e sociale , proprio a causa di questa povertà la madre, ragazzina considerata ribelle perché è troppo vivace e indipendente, viene costretta con la forza a un matrimonio con un compaesano che non la ama e che lei non ama.
Questo matrimonio serve anche a interrompere la relazione che lei ha con un ragazzo del paese considerato inadeguato dalla sua famiglia. La vita di questa giovane donna è contrassegnata da continue e violenze fisiche e psicologiche, prima da parte del padre e poi da parte del marito e della suocera. Neanche le amiche la capiscono fino in fondo: quella è la realtà che aspetta la maggior parte di loro, non ha senso ribellarsi o sognare un futuro diverso.
La vicenda prende una svolta quando lei si innamora, ricambiata, di un uomo molto più anziano che arriva nel suo paese per motivi di lavoro. I due iniziano una relazione, naturalmente clandestina, che li porterà a fuggire dal paese verso Milano , dove lui lavora nel campo edilizio. Le prospettive però non sono facili: lei è incinta e la nascita della bambina complica la loro vita, lui perde il lavoro, lei non può tornare a casa perché le leggi di allora la considerano colpevole di adulterio e rischia quindi la denuncia e l’ arresto.
La loro vita di coppia si conclude tragicamente a Roma, proprio dove inizia la vita dell’autrice: è infatti in un parco Romano che lei, neonata di pochi mesi, viene ritrovata insieme ad una lettera in cui sono spiegate le ragioni del gesto che i genitori hanno deciso di fare, l’abbandono della figlia e la loro morte, dettati dalla disperazione. Entrambi i genitori si suicidano nel Tevere, i loro corpi verranno ritrovati a qualche giorno di distanza
Non sono le uniche vittime in questa tragedia: anche la prima famiglia di lui, la moglie e i figli già grandi hanno sofferto per il suo abbandono e anche la famiglia di lei, rimasta al paese, ha pagato con la separazione e la lontananza la rigidità delle norme sociali di allora.
La conclusione che se ne può trarre è che la arretratezza culturale dell’Italia negli anni Cinquanta, in particolare in alcune zone economicamente più depresse, si manifesta in modo più acuto in comportamenti violenti e repressivi verso le figlie femmine, condannandole a ripetere i modelli di vita familiare in cui sono cresciute. Le poche ragazze che rifiutano questa condizione sono destinate all’emarginazione e a condurre a vite molto difficili.
Compare nella vicenda umana dell’autrice anche il tema dell’adozione, che anche se vissuta in modo positivo non sembra comunque sufficiente a colmare un vuoto emotivo che ha la sua origine profonda nel trauma dell’abbandono. Questo vuoto può essere in parte colmato andando alla ricerca delle ragioni di chi questo abbandono ha compiuto: il riconoscimento della sofferenza insita nella scelta tragica di una donna che lascia la propria figlia aiuta a capire che è stata sì una sconfitta personale, ma anche un grande atto di amore e di fiducia nella vita.
La storia, scritta con uno stile avvincente, alterna parti in cui vengono raccontate le varie fasi della ricerca che l’autrice sta compiendo in giro per l’Italia, in compagnia della propria figlia adolescente, ad altre in cui viene raccontata la vita della madre nel paese di origine, ricostruita attraverso il lungo e accurato lavoro di indagine. Un libro che non si può racchiudere in un’unica categoria: un po’ autobiografia, un pò biografia, ma anche storia sociale e di costume di un periodo recente dell’Italia.





