TEMATICA: DONNE IN GIALLO

La pista. La prima indagina di Selma Falck
Anne Holt — edizioni Einaudi 2020
Romanzo ambientato in Norvegia a pochi mesi dall’inizio delle Olimpiadi invernali del 2018 a Pyeongchang, a cui parteciperà come favorita la squadra di sci di fondo. In questo contesto si verificano alcuni fatti apparentemente scollegati: la campionessa mondiale di sci di fondo Hege Morell, giovane di origine asiatica adottata da bambina, viene accusata di aver fatto uso di doping, in quanto ad un controllo viene trovata positiva al Clostebol, sostanza dopante contenuta in una pomata dermatologica, commercializzata in Italia senza alcuna limitazione.
Il padre di Hege, Jan Morell, è un ricchissimo imprenditore molto noto , cliente dello studio legale di Selma Falck, cinquantenne, bella, intelligente, molto conosciuta sia per i trascorsi sportivi, come ex giocatrice di pallamano, che come professionista di grande successo, sposata, con due figli ormai adulti, affetta da sempre da ludopatia, che pratica in varie forme di gioco d’azzardo.
L’equilibrio finanziario che Selma per anni è riuscita a mantenere si infrange in modo molto serio nel momento in cui lei inizia a perdere somme considerevoli e, nella speranza ovviamente vana di rifarsi con nuove vincite, si appropria indebitamente di ingenti somme di denaro dai conti dell’imprenditore Morell. Quando viene scoperta, per evitare la denuncia è costretta da Jan ad un ritiro totale: si separa da marito e figli, lascia la casa, rinuncia alla professione, finisce a vivere in un tugurio, e inizia a restituire il denaro sottratto. Quando la figlia Hege viene accusata di doping, Jan propone a Selma di indagare per scagionarla, in cambio della remissione del debito: una sorta di ricatto economico, a cui Selma non si può sottrarre, per provare ad uscire da questo momento critico.
La sua convinzione di tenere sempre tutto sotto controllo, lavoro, famiglia, dipendenza dal gioco, è andata in frantumi, la famiglia si è dissolta, ai figli non si è mai sentita molto legata, il lavoro è finito, è completamente sola, l’unico legame significativo è un saltuario rapporto con Einar, un suo ex cliente che vive da barbone sotto un ponte di Oslo, di cui lei conosce l’intima storia di sofferenza. Per Selma questa è la prima indagine, che lei conduce muovendosi sotto traccia, quasi in incognito.
Negli stessi giorni anche il campione maschile di sci norvegese, Haakon Holm-Vegge, viene trovato morto lungo la pista in cui si allenava, e dagli esiti dell’autopsia anch’egli risulta positivo alla stessa sostanza. La fama di cui gode in Norvegia fa sì che questo dato non venga diffuso, ma Selma inizia ad indagare anche su questa morte che appare da subito sospetta. Lo sciatore è figlio di una coppia di sue intime amiche, per cui il suo coinvolgimento è anche personale.
La trama si sviluppa secondo i canoni classici dei gialli nordici: ambientato a dicembre, nella stagione invernale, in un clima freddo, innevato, la polizia si muove in modo rigoroso seguendo la pista di un sabotaggio ordito contro la nazionale norvegese di sci, i giornalisti alimentano il clamore, proprio per il coinvolgimento dello sport nazionale, importantissimo nella identità norvegese, favorita alle Olimpiadi. Interessante questa descrizione del mondo sportivo dello sci norvegese, attraversato da intrallazzi, interessi personali, fatti poco puliti, che fa da sfondo a tutta la vicenda, e in cui si muovono i principali protagonisti.
Ai capitoli principali si interpongono brevi intermezzi, di poche pagine, di cui non si comprende subito il legame con l’intera storia: la disperazione di un uomo di cui si ignora l’identità, tenuto prigioniero in una cella non si sa da chi né perché, un dialogo tra un paziente e una terapeuta che decide di interrompere le sedute nonostante le sue insistenze di continuare la terapia… Aspetti che inizialmente sembrano legati si riveleranno non connessi tra loro, e viceversa, fili lontani si intrecceranno in un unico percorso.
L’indagine condotta da Selma si sviluppa nell’arco di un paio di settimane, l’assassino stesso imprime un’accelerazione agli eventi, ma soltanto nelle ultime pagine si capisce che all’origine di tutto c’è un trauma risalente agli anni dell’infanzia, che per altro non è mai specificato nei particolari, e viene lasciato all’intuizione di chi legge.





