TEMATICA: STORIE DI EMANCIPAZIONE

La notte delle beghine
di Kiner Aline
Neri Pozza 2018
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Il termine “beghina” è diventato sinonimo di donna bigotta, poco colta, di mentalità ristretta: questo interessantissimo libro di Aline Kiner restituisce al contrario una realtà storica profondamente diversa.
Ambientato a Parigi negli anni tra il 1310 e il 1330, descrive la vita all’interno di uno dei più grandi “Beghinaggi” presenti in Francia, fondato dal re Luigi IX, diventato San Luigi, e protetto dal re Filippo il Bello.
In un’epoca in cui la popolazione femminile è in eccesso rispetto agli uomini, a causa delle numerose e sanguinose guerre, molte donne rimaste sole, vedove, orfane, senza più fratelli o parenti maschi, si riuniscono a vivere in comunità laiche, in cui sono richiesti il voto di obbedienza e castità, ma non le prescrizioni rigide di una vita monastica: l’unica regola richiesta e praticata è quella della solidarietà.
Con il termine “beghinaggio” si indica anche un grande edificio, costruito spesso ai confini della cinta muraria della città, in cui intorno ad un grande cortile interno si aprono le abitazioni delle donne, altri spazi per le loro attività artigianali, per la cura e l’assistenza , orti e giardini per la produzione alimentare.
Le beghine non sono necessariamente povere, anche se spesso sono le condizioni di indigenza che le spingono a cercare un rifugio in questa particolare forma di vita comunitaria, tra di loro ci sono anche donne benestanti, che esercitano al di fuori del beghinaggio attività economiche autonome, come nel caso di Jeanne, che gestisce un fiorente commercio di seta.
Su questo sfondo storicamente molto ben descritto, si sviluppano le vicende personali di alcune donne beghine, Ysabel, anziana erborista dotata di capacità curative profonde, Ade, Agnés, e soprattutto Maheut, dalla folta chioma di capelli rossi, segno del diavolo nella mentalità del tempo, ragazzina ribelle e spigolosa, scappata dal marito violento, madre anaffettiva della piccola Leonor, nata dallo stupro coniugale.
La comunità, sotto la guida delle badesse che si succedono in quegli anni, vive un grande momento di crisi: sono gli anni del processo ai Templari, le accuse di stregoneria circolano con grande facilità in Europa, e sfiorano anche la vita della comunità, ritenuta troppo vicina al pensiero di Marguerite Porete, bruciata sul rogo nel 1310, che fu beghina, scrittrice, autrice del testo “Lo specchio delle anime semplici” , molto importante per la spiritualità medievale considerato eretico.
Il fenomeno del beghinaggio, diffuso soprattutto nel Nord Europa, Paesi Bassi, Fiandre, Germania e Francia del Nord, inviso alla Chiesa, tollerato anche malvolentieri dal potere politico saldamente in mani maschili, venne osteggiato e condannato ufficialmente da due bolle papali, decretando di fatto la progressiva dissoluzione di questo importante movimento di emancipazione femminile. La “notte” delle beghine inizia così.





