Letture Incrociate III edizione Dialoghi tra generazioni e culture diverse

Stupore e tremori
Amélie Nothomb
Biancamaria Bruno (Curatrice))
Voland, 2002
Amélie Nothomb nasce ad Etterbeek, in Belgio, il 9 luglio 1966. Il suo vero nome è Fabienne Claire Nothomb: quando ha scelto di adottare un nome d’arte ha scelto anche una data ed un luogo di nascita differenti da quelli effettivi, affermando di essere nata nella città di Kōbe, in Giappone, il 13 agosto 1967. È figlia dell’ex ambasciatore del Belgio a Roma e la nipote del politico Charles-Ferdinand Nothomb.
Fin da piccola ha viaggiato in diversi Paesi per seguire gli spostamenti di lavoro del padre: prima la Cina, poi New York e infine il Bangladesh. Quando, poi, la famiglia si trasferisce in Europa, a Bruxelles, Amélie ha 17 anni e si sente come un pesce fuor d’acqua.
Proprio in quel periodo prende l’abitudine di scrivere con regolarità: quattro ore al giorno tutti i giorni, cominciando spesso prima dell’alba e aiutandosi con una tazza di tè nero forte, che le fa compagnia mentre riempie interi quaderni rigorosamente a mano.
Si laurea in filologia classica alla Libera Università di Bruxelles, dove tuttavia permane il suo senso d’estraneità all’ambiente. Laureatasi, decide di ritornare a Tokyo per approfondire la conoscenza della lingua giapponese, studiando la «langue tokyoïte des affaires».
Assunta come traduttrice in una grande azienda giapponese, vive un’esperienza durissima (da traduttrice viene declassata a guardiana dei servizi igienici), che racconta in seguito nel libro Stupore e tremori, che riceverà il Grand Prix du Roman dell’Académie française
Scrittrice prolifica pubblica in francese più di 42 libri, in gran parte editi in Italia da Voland
Con il romanzo Primo sangue vince il Premio Strega Europeo nel 2022
Stupore e tremori, pubblicato nel 1999, è un romanzo autobiografico, come lo definisce la stessa autrice
La giovane Amélie inizia l’8 gennaio 1990 a lavorare per la Yumimoto, una grossa multinazionale giapponese. Crede di poter giovare alle attività dell’azienda grazie alla sua padronanza del francese e del giapponese. Nonostante cerchi di rendersi utile e porti a termine un progetto in modo brillante, viene denunciata dalla sua superiore, Fubuki Mori. La protagonista non si rende infatti conto di non aver rispettato la gerarchia e la complessa trama di rapporti che regolano la vita aziendale. Da quel momento in poi le verranno affidati gli incarichi più disparati, che non riuscirà mai a portare a termine in modo corretto. Continuerà a subire una lenta e umiliante retrocessione, fino ad assumere la degradante mansione di “guardiana dei cessi”. Amélie non si perde d’animo, non cede alla tentazione del licenziamento e lavora fino alla scadenza naturale del contratto di lavoro, proprio come farebbe un giapponese, per non perdere il senso dell’onore.
Terminata l’atroce esperienza di lavoro, Amélie comincerà a scrivere…
Su Youtube Brut lontano dal suo personaggio tematico, Amélie Nothomb racconta la sua vita quotidiana e la sua visione del mondo (Intervista del 2024)





