
Il filo di un discorso: narrazione
Agnese Seranis
Milano: Eura press, 1997
Agnese Piccirillo, che utilizza come scrittrice lo pseudonimo Agnese Seranis, nasce a in provincia di Udine nel 1942; grazie a una borsa di studio si trasferisce a Torino in collegio, dove nel novembre del 1969 si laurea in fisica.
Viene assunta come ricercatrice al Centro Studi e Laboratori Telecomunicazioni (CSELT) della Sip (poi Telecom Italia) dove si occupa di molteplici progetti, anche a livello internazionale Dal 1980 al 2006 insegna al Politecnico di Torino Tecnologie e Affidabilità dei dispositivi a semiconduttore per i corsi di Elettronica e Scienza dei materiali.
Avvicinatasi al femminismo nell’autunno del 1975 concentra la sua attenzione sulle tematiche relative all’inconscio, alla vita tra donne ed al rapporto con la madre e nel 1996 cura il testo Femminismi a Torino1,
Numerosi i suoi contributi alle riviste femministe degli anni ’70 ed intensa la sua partecipazione al Gruppo Donne e Scienza di Torino, per promuovere la cultura e la politica femminile, anche in gruppi di donne professionalmente impegnate in natural science research.
Nel 1995 è fra le fondatrici a Torino dell’Associazione intitolata a Piera Zumaglino costituita con l’intento di raccogliere, conservare, valorizzare e promuovere la conoscenza dei documenti prodotti dai movimenti femministi e favorire le attività di ricerca e di studio sulla storia delle donne e del femminismo.
L’ archivio delle sue carte è stato affidato in deposito dall’Associazione Piera Zumaglino all’Archivio delle donne in Piemonte. Su sito dell’associazione è possibile rintracciare una biografia dettagliata e l’inventario del suo archivio.
Sotto lo pseudonimo di Agnese Seranis, oltre a numerosi articoli è autrice di tre romanzi: Io, la strada e la luce di luna (Edizioni Del Leone, Venezia, 1988) ristampato nel 2007 col titolo Smarrirsi in pensieri lunari (editore Graus, Napoli); Il filo di un discorso (Eura Press, Milano,1997) e Clarissa (Edizioni Nuove Scritture, Milano 2005) e Joëlle (C.S. coop. Studi, Torino), storia dell’infanzia e della formazione di Agnese, pubblicato postumo nel 2009.
Nel libro Il filo di un discorso Agnese crea un personaggio inserito in un mondo, quello scientifico, maschile per eccellenza, che si interroga sulla Scienza e che, anche attraverso il rapporto con la figlia, riflette sulla sua identità e la sua storia.
Sara Sesti e Liliana Moro, con cui Agnese Piccirillo ha molto collaborato, così scrivono del suo testo in “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie”, pag. 250, € 16, Ledizioni, Milano 2020
“Come possono le donne avere fiducia in sé stesse, se nella storia della scienza non c’è traccia di un passato che rassicuri le giovani sulle proprie potenzialità e se anche le grandi ricercatrici hanno fatto di tutto per negare alle donne dei trascorsi?”.

Questo chiedeva la fisica Agnese Seranis (1942–2008), nel suo bel libro “Il filo di un discorso”, alla Nobel Barbara Mc Clintock, eletta dal femminismo degli anni ’80 a modello di come si possa operare nella scienza con un metodo diverso.
La grande biologa, infatti, considerava se stessa “un’eccentricità” nel mondo della ricerca, come se si ritenesse “un errore della natura”. Eppure è stata la sola a concedersi totalmente alla visionarietà della propria mente e il suo modo di lavorare è stato il più vicino alla sensibilità delle donne, in quanto partiva da un nuovo punto prospettico.
Evelyn Fox- Keller ha definito il metodo di Barbara Mc Clintock “sintonia con l’organismo” e riteneva che la sua fosse “una scienza diversa” perchè la ricercatrice non analizzava solo un “segmento”, ma teneva conto dell’insieme, al contrario della “scienza maschile che segmenta, modellizza, domina l’oggetto di ricerca e è nemica della complessità”.
La “sintonia con l’organismo” si oppone al classico paradigma dell’oggettività scientifica, ma ha condotto Barbara McClintock a scoperte rivoluzionarie in campo genetico, premiate con il Nobel per la Medicina nel 1983.
Oggi le cose sono molto cambiate: le scienziate rivendicano i loro successi senza sentirsi “diverse” e ciò aiuta le ragazze a non considerare la scienza un luogo solo maschile.
“Ogni volta che una donna si alza in piedi, anche se non lo sa né lo desidera, si sta alzando non solo per sé, ma per tutte le altre”. (Maya Angelou)”
Un ulteriore approfondimento sul testo della Seranis, ad opera di Sara Sesti, si legge sul sito dell’Università delle donne di Milano





