
01/01/1973 Numero 0
Dedalo, Cooperativa Effe
Effe nasce nel 1973, con la pubblicazione del numero 0 seguita a distanza di alcuni mesi dal numero 1 (novembre 1973). Rivista mensile, continua ad uscire per i dieci anni successivi fino all’ultimo numero del dicembre 1982.
Direttrice responsabile ne è in una prima fase Adele Cambria. Successivamente la responsabilità viene assunta, in forma cooperativa, dall’intera redazione. Edita da Dedalo fino al 1974, nell’anno successivo la cooperativa ne assume anche la parte gestionale e dal 1975 appare sulla copertina il sottotitolo “mensile femminista autogestito”: sottoscrizioni e abbonamenti delle lettrici costituiscono la fonte fondamentale di finanziamento e garantiscono l’autonomia della pubblicazione.
Fin dal titolo Effe (lettera iniziale di Femminismo), la rivista vuole essere «la prima rivista femminista italiana, nata come rivista di attualità e cultura legata al movimento». Scritta da donne, ricca di fotografie e di immagini, Effe costituirà per anni un punto di riferimento importante per tutte le donne interessate al movimento con le sue inchieste su vari aspetti dell’esistenza femminile, i suoi interventi sulle grandi questioni dell’aborto e della violenza sessuale, la visibilità data alla produzione culturale delle donne.
Le trasformazioni del movimento nel passaggio tra gli anni settanta e gli anni ottanta e le persistenti difficoltà economiche nel mantenere in vita un periodico autogestito, condurranno prima a una trasformazione della veste tipografica e poi, dopo un nuovo tentativo di rilancio, a chiudere la rivista. (Fonte: Effe | Biblioteca Italiana delle Donne (women.it)
Daniela Colombo racconta così la nascita del numero 0
Un gruppo di presa di coscienza che si riuniva un paio di volte la settimana in quella che chiamavamo la “Sozzonière” (data la polvere e il mobilio approssimativo) di Alma Sabatini, in Via delle Grotte a Roma. Eravamo uscite dall’MLD, Movimento di Liberazione delle Donne allora confederato al Partito Radicale, nella tarda primavera del 1972, con Alma, Gabriella Parca, Alda Santangelo, Isa di Barbora, Viola Angelini. A noi si era unita Pat Smith, una pittrice americana che abitava accanto.
Una sera Gabriella Parca, giornalista che aveva raggiunto una certa notorietà con il libro “Le italiane si confessano”, ci annunciò di essere stata licenziata da Amica. Così una di noi – non ricordo chi – lanciò l’idea di una rivista “femminista” sul tipo di Ms. Magazine, che era uscito negli Stati Uniti l’anno precedente. Poteva sembrare una impresa difficilissima ma in quella prima fase del movimento femminista l’entusiasmo era tale che niente ci sembrava impossibile. Incominciammo a lavorare al progetto.
Gabriella era comunque una giornalista tradizionale e per poter fare una rivista “‘vera” pensava di aver bisogno di “vere” giornaliste. Le “femministe” potevano fare da contorno, ma il nucleo della redazione doveva includere solo giornaliste “professioniste”. Si aggregarono a noi Adele Cambria che aveva già una storia nel giornalismo (e a lei si deve l’idea della testata), Vanna Vannuccini che lavorava all’Ansa e Danielle Lantin Turone, che collaborava per la Rai. La fotografa ufficiale era Agnese Di Donato. Poco dopo si unirono a noi le sorelle Francescato, Grazia, che muoveva i primi passi come pubblicista e Donata, fresca di studi americani, con un dottorato in psicologia. Sul fronte femminista vennero coinvolte Lara Foletti e Leslie Leonelli.
Questo fu il gruppo che elaborò in pochi mesi il numero zero, con Gabriella Parca nella veste ufficiale di “direttrice responsabile” e la famosa copertina con l’uomo villoso di Agnese De Donato “Chi è costui? Assolutamente nessuno. E’ l’equivalente delle donne seminude che si vedono sulle copertine dei rotocalchi”. Nell’editoriale Gabriella Parca aveva scritto: “Effe è il primo giornale, in Italia, che vedrà il mondo con gli occhi delle donne, esprimerà il loro punto di vista, le farà parlare, raccoglierà le loro testimonianze, darà loro voce, cosa veramente rivoluzionaria….”.
La maggioranza della stampa accolse il numero zero favorevolmente, ma non riuscimmo a trovare un editore che ne volesse fare una rivista settimanale vera e propria. L’unica proposta accettabile venne dall’Editore Dedalo: avrebbe coperto i costi di stampa e distribuzione di un mensile, e ci avrebbe dato 200.000 lire per la redazione, affitto e telefono. Il che voleva dire non solo lavorare gratis, ma trovare nuovi modi per lavorare insieme e che, di conseguenza, l’anima “femminista” avrebbe avuto il sopravvento su quella “professionista”. (Ripreso da Ricordando Effe « Effe Rivista Femminista)
Dal 10 dicembre 2015 effe, storica rivista del femminismo italiano, voce collettiva del movimento delle donne, irriverente e coraggiosa, è disponibile online sul sito www.efferivistafemminista.it.




